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Festival Internazionale dell'Arte di Strada - 22a edizione
CEOLINI, 1 - 2 - 3  Giugno 2018
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07/02/2015, 17:24

paul ronald, abitare, concorso fotografico



Abitare-secondo-Paul-Ronald


 Ronald nel corso degli anni ha fotografato in tutti i principali set, Pasolini compreso. È dal film \"Bellissima\" che è tratta la foto scattata da Paul Ronald ad Anna Magnani che pubblichiamo.



Paul Ronald è stato uno dei più grandi fotografi nel cinema. Nato nel 1924 è morto nel gennaio di quest’anno in Francia. Era venuto in Italia al seguito di GR Aldò direttore della fotografia conosciuto da Luchino Visconti a Parigi. 

Dovendo Aldò occuparsi della cinepresa chiese al suo amico Ronald di seguirlo in Italia come fotografo di scena. Nacque così un sodalizio artistico con Visconti che durò fino al "Gattopardo", in quell’anno Ronald andò a fotografare Fellini sul set di "Otto e mezzo" e il sodalizio con Visconti terminò bruscamente. 

Ronald nel corso degli anni ha fotografato in tutti i principali set, Pasolini compreso. È dal film "Bellissima" che è tratta la foto scattata da Paul Ronald ad Anna Magnani che pubblichiamo. Una Magnani davanti all’abitazione proletaria che oggi a Roma sono sparite, come sono sparite le borgate pasoliniane.

07/01/2015, 15:42



Abitare-secondo-Henri-Cartier-Bresson


 Henri Cartier-Bresson, pioniere del fotogironalismo, è stato definito "l’occhio del secolo". Francese, classe 1908, iniziò a interessarsi alla fotografia a 23 anni, fu tra i fondatori della Magnum; gi



Henri Cartier-Bresson, pioniere del fotogironalismo, è stato definito "l’occhio del secolo". Francese, classe 1908, iniziò a interessarsi alla fotografia a 23 anni, fu tra i fondatori della Magnum; girò il mondo come fotoreporter (importanti in particolare i viaggi in Cina all’epoca della guerra civile, in India durante gli ultimi giorni della vita di Gandhi e nell’Unione Sovietica degli anni ’50 prima e ’70 poi) ma soprattutto divenne celebre per la sua capacità di cogliere l’istante più significativo di una scena: «Le fotografie possono raggiungere l’eternità attraverso il momento» affermò. Sui ritratti fu un indiscusso maestro, anche se, nonostante fosse uno dei più grandi al mondo, non si reputava un fotografo. Fu anche per questo che si trovò in sintonia coi pittori che frequentavano gli ambienti artistici francesi e che immortalò. Il primo maestro con cui strinse una particolare forma d’amicizia fu Henri Matisse, più vecchio di lui di una quarantina d’anni, che lo accolse spesso nella casa in cui viveva da anni nel sud della Francia, tra Nizza e Cannes. La foto che pubblichiamo, risalente al febbraio del 1944 è particolarmente interessante anche per l’ironia che sottende: una foto in bianco ne nero per un pittore che basò tutta la sua vita sui colori; una foto in cui più del pittore si notano gli uccelli, ironizzando sul movimento dei "Fauves" del quale Matisse aveva fatto parte e che doveva il suo nome all’espressione «cage naux fauves», gabbia delle belve, con cui era stata etichettata la loro prima mostra. All’epoca della foto Matisse aveva già 74 anni, vedovo, era ridotto in sedia a rotelle e la figlia Marguerite era stata catturata dai tedeschi e mandata verso un campo di concentramento. L’amicizia tra il pittore e Cartier-Bresson durò fino alla morte di Matisse.
26/12/2014, 17:38

Salgado, natura, bianco e nero



Abitare-secondo-Sebastiano-Salgado


 Sebastião Ribeiro Salgado nasce nel 1944 ad Aimorés, nello stato di Minas Gerais, in Brasile. Nel 1967 sposa Lélia Deluiz Wanick. Dopo ulteriori studi a San Paolo, i due si trasferiscono prima a Parig



Sebastião Ribeiro Salgado nasce nel 1944 ad Aimorés, nello stato di Minas Gerais, in Brasile. Nel 1967 sposa Lélia Deluiz Wanick.
Dopo ulteriori studi a San Paolo, i due si trasferiscono prima a Parigi e quindi a Londra, dove Sebastião lavora come economista. Nel 1973 torna insieme alla moglie a Parigi per intraprendere la carriera di fotografo.
  
Sebastião viaggia molto, occupandosi prima degli indios e dei contadini dell’America Latina, quindi della carestia in Africa verso la metà degli anni Ottanta. Queste immagini confluiscono nei suoi primi libri. 
Documenta l’umanità in movimento, non solo profughi e rifugiati, ma anche i migranti verso le immense megalopoli del Terzo mondo.

Lélia e Sebastião hanno creato nello stato di Minas Gerais in Brasile l’Instituto Terra che ha riconvertito alla foresta equatoriale - che era a rischio di sparizione - una larga area in cui sono stati piantati decine di migliaia di nuovi alberi e in cui la vita della natura è tornata a fluire.

Spettacolari scatti in bianco e nero sulla natura, i paesaggi, le popolazioni indigene meno conosciute per documentare nell’insieme i cambiamenti e le problematiche ambientali e raccontare la grande bellezza del nostro pianeta in una sorta di atlante antropologico.

Un’attenzione particolare è riservata alle popolazioni indigene vergini: gli Yanomami e i Cayapó dell’Amazzonia brasiliana dove Salgado ha trascorso diversi mesi con ognuno di questi gruppi per poter raccogliere una serie di fotografie che li mostrassero in totale armonia con gli elementi del proprio habitat.


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Concorso Fotografico 
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Ceolini in Bicicletta

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Pic Nic Ceolini
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